La città di Taranto è ad un bivio storico: continuare a subire sovrastrutture di pensiero e d’azione progettuale immaginate a priori e spesso imposte dall’esterno o scegliere la sua direzione in maniera consapevole e mirata, coerente con il suo territorio e la sua storia.
Cercare di avere un’idea dello stato dell’arte in tema di progetti elaborati per la città a piccola e grande scala è davvero un’impresa ostica e spesso frustrante. Dall’esperienza abbastanza positiva di realizzazione del Piano Strategico di Area Vasta Tarantina o del progetto P.I.TA.G.OR.A., al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), Il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PPTR), al nuovo Piano Strutturale tutto da fare, ai vari piani realizzati con finanziamento europeo (Urban I-II), ai progetti smart redatti da professionisti per conto di Conf-commercio o Confindustria lo scenario è variegato, spesso contraddittorio, in alcuni casi modaiolo nei termini ma poco consapevole delle ricerche e delle esperienze più avanguardistiche, quantomeno europee, in quanto alla trasposizione formale e concettuale delle proposte o all’importanza ordinatrice e di metodo che potrebbe avere un approccio basato sulla gestione del paesaggio, in un sistema così complesso ...

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