AR Scape nasce dall’incontro tra due personalità diverse durante un percorso formativo presso l’UPC (Universitat Politecnica de Catalunya) di Barcellona svolto tra l’Italia e la Spagna, esplorando un interesse comune per il paesaggio contemporaneo e per la possibilità di creare nuove opportunità e determinare nuovi equilibri sociali, forme di produzione, cultura e identità.

Dopo un decennio di esperienze autonome nel campo della progettazione architettonica, paesaggistica, della ricerca nell’ambito dell’housing sociale, della progettazione partecipata e del design editoriale, grazie al confronto con professionisti e colleghi europei incontrati nel periodo di specializzazione, hanno approfondito un nuovo metodo di lavoro empirico e pluridisciplinare, che ha consentito di sviluppare proficue collaborazioni internazionali con professionisti e istituzioni pubbliche.


Annunziata De Comite
Rachele Bonadio

Annunziata De Comite

Nata a Taranto (1973), si laurea in architettura a Firenze e inizia a collaborare con lo studio di architettura A. Milani nel 2003. Matura esperienze nella progettazione architettonica e d’interni (Vertigo, Siena 2005, Riabita 1° premio), ma anche nell’urban design (Marina Cala de Medici, Rosignano, Livorno) e nella pianificazione paesaggistica (Ecopixel park, Perugia 2007, Pays.Med.Urban catalogo delle buone pratiche).Tra il 2011 e il 2013 frequenta il Master di Architettura del Paesaggio dell’UPC (Universitat Politecnica de Catalunya) tra Milano e Barcellona conclusosi con la tesi “Gestione del paesaggio e rigenerazione urbana a Taranto: l’opportunità delle bonifiche in un’urbanistica “landscape oriented””. Con alcuni colleghi del master realizza delle interessanti esperienze progettuali e di ricerca (PAISEA 025, la cubierta vegetal-green roof, giugno 2013). Il suo ultimo progetto in cantiere, sulla riappropriazione dello spazio collettivo e pubblico nella sua città, Taranto, si sviluppa tra arte e paesaggio ordinario “invisibile”.

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Rachele Bonadio

Nata a Pisa (1979) si laurea in architettura a Firenze. Dal 2008 matura esperienze di ricerca e di progettazione nell’ambito della rigenerazione urbana e architettonica, dell’housing sociale e dei processi di progettazione partecipata, collaborando con studi e enti privati, istituzioni pubbliche e organizzazioni non governative. Tra il 2011 e il 2012 frequenta il Master di Architettura del Paesaggio della UPC (Universitat Politecnica de Catalunya) tra Milano e Barcellona, conclusosi con la tesi “Rigenerazione del paesaggio e turismo sostenibile. Il recupero della Via Francigena tra San Gimignano e Monteriggioni nell’ambito del Programma degli Itinerari Culturali d’Europa”. Instancabile esploratrice del paesaggio urbano, prosegue il suo cammino di formazione al fianco di Annunziata De Comite. Collabora attualmente con lo studio RMP Stephan Lenzen Landschaftsarchitekten (Mannheim, DE).

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Il ginkgo

Il ginkgo (gin=argento; kyo=albicocca: “albicocca d’argento”, perché i semi a maturazione sembrano appunto albicocche infarinate) è la sola specie vivente del gruppo delle Ginkgophyta e senza dubbio la pianta a semi più antica, definito da Darwin il “fossile vivente”, dimostra una particolare resistenza alle malattie, agli attacchi di funghi e di organismi fitofagi, come pure all’inquinamento atmosferico. Originario probabilmente della Cina interna, è coltivato da sempre nei giardini dei templi e dei luoghi di culto orientali, soprattutto in Giappone. Viene venerato come “albero sacro”, perché si riteneva proteggesse dai cattivi spiriti e perché rappresentava il simbolo della coincidenza tra gli opposti e dell’immutabilità delle cose. Si tratta di un albero imponente, a lento accrescimento e molto longevo, che può superare i 30 metri di altezza. Il nome della specie, “biloba”, si riferisce alla forma bilobata della foglia.

Francesca Serpa

Dopo aver conseguito la Laurea in Architettura all’Università degli Studi di Firenze nel 2005 con una tesi sul « Consolidamento della Chiesa di San Biagio a Montepulciano, di Antonio da Sangallo il Vecchio »(Tesi pubblicata sulla rivista “RECUPERO E CONSERVAZIONE ” n° 70 – deLETTERA EDITORE – Milano, 2006) dal 2007 ha lavorato in diversi studi di architettura in Francia.
Dal 2011 al 2015 è stata responsabile del « polo progettazione -concorsi» presso lo studio BAU di Digione occupandosi della progettazione di edifici nel settore pubblico e privato oltre che di progettazione urbana.
Da settembre 2015, dopo il rientro in Italia, collabora con vari studi di architettura e in particolare con Arscape, con il quale ha, tra l’altro, partecipato al concorso Masterplan per la città di Capannori (progetto 3° classificato) e al Concours d’idées d’urbanisme sur le devenir de l’ancien site des entrepôts Divia à Chenôve in Francia (progetto premiato).